| Il Limbo |
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venerdì, aprile 17, 2009 Cambio Vita [romantic mode on]
Sai, ho ancora nelle orecchie il rumore dei cannoni e quelle notti fredde passate a condivider gamelle di speranze mentre sapevi che il miglior punto era limitare il danno Ora che in questa gabbia viaggiante ritorno a casa, vedo dai vetri che la memoria non è vittima del tempo e tutto è diverso dai miei sogni di casa Scendo con la speranza che non mi siano più cari i suoni del cannone del cambiamento sulle mie terre e che non mi imbrogli a pensare che ero più libero quando potevo morire tutti i giorni. [romantic mode off] Tutta questa scritta così, al volo, come veniva solo per dirmi che sono passato a Mac. mi viene da pensare che......non lo so... Forse davvero invecchio e voglio più tranquillità. Forse voglio imparare qualcosa di nuovo ed abbraccio il cambiamento per non invecchiare. Sceglierò quello che mi fa più comodo. Come sempre. scribunzato da Limbo |
10:27 | commenti (4)
giovedì, aprile 02, 2009 Lettera ad un' amica
Pur rischiando di darti una risposta “democristiana” (né di qua, né di là ed in pratica che dice nulla e accontenta tutti) evito di fare un pro/contro italia-senegal o donna/uomo che mi pare cosa poco utile e soprattuutto, per la quale sono sprovvisto di bagaglio esperienziale diretto. Mi perderò, invece, a scriverti i miei pensieri ed opinioni personalissime sull'argomento generale. Fare un'analisi come quella che chiedi non è facile; i sentimenti non solo non sono mai gli stessi nel tempo per la medesima persona, ma, in maniera più generica, non sono gli stessi nemmeno quando si verificano alcuni stati emotivi con diverse persone e, conseguentemente, in maniera diverse si manifestano fisicamente. In soldoni, oggi ti amo e dietro questa parola semplice e d'impossibile spiegazione c'è un mondo emotivo che cambierà domani e fra un anno e via dicendo. Così cambierò la mia fisicità, magari saltandoti addosso nei primi tempi ovunque ci si possa trovare per poi coccolarti tutta la notte inventandomi storie per farti addormentare. Con il tempo il desiderio cambia, si fa più intenso nell'atto e meno “cervellotico” nell'innesco. E' un fatto. So come sei fatta, so come guardi, come tocchi, come lecchi. L'innesco sarà ben più difficile, ma il risultato, vuoi per la conoscenza reciproca, sia per la maturità emotiva del rapporto che, necessariamente si riflette nell'atto, sarà molto intenso. Le coccole saranno più “presenti” che “intense”; insomma, smetterò di guardarti respirare mentre dormi e dormirò anche io, ma, conoscendoci, in tante azioni ci saranno piccole (a volte trascurate) attenzioni e premure, le quali, se non attenti, diverranno scontate e non ci si farà più caso (ma questa è la “mala” trasformazione di un rapporto) Inoltre, oggi amo te, ma ieri amavo un'altra. Siete diverse, vi rapportate alla vita in modo diverso e, seppur non in modo stravolgente, cambierà anche il mio modo di vivere fisicamente e materialmente il rapporto. Inutile pensare che non ci si condizioni, o meglio, lo si può anche non fare, ma, in tal caso, si vivrebbe in due un rapporto a uno (e ci si sta stretti... hai mai provato a mettere due gambe nel solito buco dei pantaloni?) e non ognuno in un rapporto a due (due individualità distinte che si contaminano e si compenetrano – leggi pene vagina). Insomma, alla fine, con quest'ultimo paragone, ti voglio solo dire che non si può, a mio avviso, vivere la sessualità in maniera distinta da come viviamo mentalmente e materialmente un rapporto, dato che, comunque, in tutti questi aspetti ci deve essere una compenetrazione fra le due individualità e quindi un reciproco ascolto e contaminazione, che si riflettono addirittura in usi, modi e costumi. Se tu sei una selvagga a letto ed io un puffolotto coccoloso, o ci lasciamo o un po' tu ti addolcirai ed io inizierò a fare il cowboy. E' un fatto. Concludo con l'idea che “prendi i soldi e non rompermi i coglioni che scopo con altre e dai da mangiare al moccioso, stronza” lo fanno anche gli italiani per cultura, solo che qua sono nella categoria divorziati e, se non altro, un minimo di trasparenza e di parità intellettuale c'è. Che poi sia più libera la stronza che resta sposata e che da da mangiare al moccioso, ma prende i soldi dal marito infedele e sta serena, di una emancipata donna caucasica, onestamente divorziata, che prende gli alimenti occupandosi dei figli, sì, ma che deve andare a lavorare e sperare che altri uomini (caucasici e che al futuro pensano) le si avvicinino e non si facciano spaventare da un ex-marito e da un pargolo succhia energie ed attenzioni, è un'altra cosa... e un altro argomento... e un altro mega pippone da srotolare. Ok, mi sono sicuramente dilungato troppo. Ciao...
scribunzato da Limbo |
14:43 | commenti (6)
mercoledì, marzo 18, 2009 Povera Patria (F.Battiato) scribunzato da Limbo |
10:28 | commenti (3)
lunedì, dicembre 22, 2008 Acqua
Vorrei essere acqua per lasciarmi dolcemente evaporare al calore del sole; Vorrei essere acqua per poi piovere forte di nuovo a terra, dove potrei dare, a bimbi che giocano, l' illusione di potermi calpestare. Vorrei essere acqua per appiccicarmi alle loro piccole suole e per farmi portare ancora una volta su una giostra, su un'altalena ed infine lasciarmi grattare la schiena mentre cercano di spazarmi via sullo zerbino delle loro case. Vorrei essere acqua per adattarmi perfettamente ad ogni situazione, per vivere in ogni contenitore, per assumere qualunque forma, essendo sempre me stesso. Vorrei essere acqua per cadere dal tubo della tua doccia, bagnare le tue labbra, scivolare sui tuoi seni e dai tuoi seni. Vorrei essere acqua per finire il mio cammino vicino alle tue cosce, dove fermerei il mio impeto lasciandomi assorbire dalla tua pelle entrandoti dentro. Vorrei essere acqua perché non correrei il pericolo di vivere nel ricordo: treatterrei e rilascerei senza fermare la mia corsa e senza restare ancorato a niente su cui sia scorso. Vorrei essere acqua per riuscire sempre, con mie goccioline, a dare una visione delle cose ribaltata rispetto a come le si vedono; per un occasione in più. Vorrei essere acqua, infine, forse perché ho sete e perché tutti ne abbiamo. Vorrei essere acqua, forse, perché penso che ne manchi troppa. scribunzato da Limbo |
09:30 | commenti (11)
mercoledì, settembre 24, 2008 Chiamami quando vuoi... scribunzato da Limbo |
12:27 | commenti (7)
venerdì, maggio 30, 2008 Ciao Radio Rock FM giovedì, maggio 15, 2008 ... Il momento in cui ci si alza dal tavolo è sempre duro, ma chi ha assaporato il gioco con golosità e senza ingordigia, capisce quando è il momento di alzarsi...e si alza... ...senza troppe storie... scribunzato da Limbo |
14:56 | commenti (5)
martedì, aprile 29, 2008 Bomba non Bomba Piove. scribunzato da Limbo |
14:59 | commenti (7)
martedì, dicembre 18, 2007 Buon Natale scribunzato da Limbo |
09:12 | commenti (3)
sabato, ottobre 27, 2007 1. Sono stato Concepito Ma nessuno M’ha avvertito e per errore… Sono nato, sballottato nel cotone… Stavo meglio come embrione! (Guai - R.Zero) Comunque sono nato, sì. Non è stata una nascita eclatante; niente comete a seguire la mia nascita, né sconosciuti a portarmi i doni. L'unico brivido dell'evento, fu il fatto che mia madre a momenti mi faceva in ambulanza ed i ragazzi la pregavano di trattenermi ancora un po' per non creare imbarazzo nel momento in cui avrebbero dovuto scrivere il luogo di nascita…roba tipo "nato fra via talditale all'angolo con la via talaltro". Non sarebbe stato carino. Diciamolo. Sono nato lo stesso giorno di molti, anche di uno che conosco di persona e di cui sono rovinosamente (per lui) amico da 20 anni... già... Eravamo insieme in terza superiore... 16 anni... e mo', come direbbe il capitano giallorosso, (anche lui nato il mio giorno, come del resto anche il "Lorenzotti" che mai s'annoia) son 36... cazzo... In realtà, questo amico, l'ho conosciuto in maternità; a "Villa delle Rose", a Careggi... però lui era già nato alle dieci di mattina, mentre io venivo alla luce solo alle undici della sera e si sa come vanno queste cose. All'epoca ancora il nonnismo era forte e, anche se non ne ho mai avuto le prove, penso sia stato lui a farmi "il pannolino" durante quella prima notte. Fortunatamente non si verificarono altri episodi simili e solo qualche volta, al ritorno della poppata, trovai la culla disfatta o il cartellino con il mio nome al contrario o scambiato con la bambina nana che avevo accanto, così che i miei parenti guardavano lei con sospetto e cruccio ed i suoi parenti facevano scaletta per arrivare al vetro e mostrarmi grandi sorrisi di compiacimento e di meraviglia. Poi, nei giorni successivi, io e lui smettemmo di guardarci di traverso, (anche se, le culle della maternità non ti offrono tagli migliori) iniziammo a piangere insieme e qualche volta intonavamo piccoli riff che poi ci avrebbero rubato i Bon Jovi ed i G's&R, ma, all'epoca, eravamo giovani e ce ne fottevamo dello showbusiness, dei soldi e della gloria: se la nostra musica veniva copiata, era nostra comunque e sarebbe restata tale. Eppoi, MTV ancora non dettava legge. Diciamolo. In quel posto non avevamo molta libertà e gli orari erano spesso molto tabellati: mangiare alla data ora, cambiati alla tal altra, facce al vetro dalle, alle... però ci prendevamo una certa libertà con i nostri rifiuti organici, anche se, a dire il vero, non è che poi decidessimo molto anche in quel caso. La notte, avevamo un infermiere di nome Pino che ci portava qualche tettarella di quelle buone e del talco mentolato non tagliato con quella merda che stava prendendo campo nelle maternità delle periferie; noi in cambio ci cacavamo addosso durante il turno di un'infermiera discretamente gnocca e che non portava mai il reggiseno, cosicché lei dovesse chinarsi sul fasciatoio e sbracciarsi un po', il che, secondo Pino, rendeva grazie al creatore. Poi venne un giorno in cui ci lui non tornò nella sua culla di plastica e ci misi un po' a capire che fine avesse fatto. In realtà, credo che me lo starei chiedendo tutt' ora se, poco dopo, non avessero portato a casa anche me, e, soprattutto, se non mi avessero messo davanti un turbinio di api di plastica che giravano pedissequamente al ritmo di quella che, soltanto in età adolescenziale, avrei scoperto essere la canzoncina del London Bridge.
scribunzato da Limbo |
11:55 | commenti (20)
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